Contatti | Credits

Il Territorio: Agricoltura

I prodotti dell’agricoltura

Abisso Lusa
Piatto con prodotti tipici

Parlare di agricoltura all’interno di un’area protetta un tempo sarebbe apparso azzardato.
Ora non più,soprattutto perché il concetto stesso di parco si è evoluto sia nella legislazione che nella cultura e ora comprende come valore intrinseco non solo gli aspetti naturali ma tutto l’insieme di interazioni uomo-natura che hanno plasmato nella storia il paesaggio e che hanno instaurato nel tempo un equilibrio tra di loro.
L’esperienza del Parco regionale della Vena del gesso Romagnola da questo punto di vista, è esemplare, prima di tutto perché nasce e si sviluppa in prevalenza su terreni di proprietà privata e a destinazione prevalentemente agricola, e in secondo luogo perché mira a trasformare questa peculiarità in un’opportunità.
L’agricoltura dell’area del Parco presenta le caratteristiche principali della bassa e media collina romagnola ed è adattata alla morfologia, alla geologia e al clima del territorio.
Dal punto di vista geomorfologico, se si esclude la zona degli affioramenti gessosi, più rocciosa ed impervia, il terreno è modellato, nella parte di valle nei declivi anche molto ripidi delle argille azzurre plioceniche, e nella parte a monte, verso l’Appennino, nei declivi più articolati e terrazzati della formazione marnoso-arenacea.
Più a ridosso delle bancate di gesso incontriamo valli carsiche e doline ove possibile.destinate a coltivi.
Dal punto di vista climatico nella zona del Parco incontriamo generalmente un clima sub-mediterraneo con estati ed inverni aridi e precipitazioni concentrate in primavera ed autunno ulteriormente mitigato in prossimità dei gessi dalla presenza della formazione geologica.
Le coltivazioni più diffuse dipendono infine,oltre che dalle pendenze e dal clima., anche dalla disponibilità idrica quindi dalla loro prossimità ai corsi d’acqua di fondovalle e dalla presenza di invasi artificiali.
Le falde sotterranee presenti in genere non sono in grado di sostenere un’agricoltura irrigua.
Per questi motivi, salendo dai fondovalle, incontriamo prima le colture irrigue, costituite da frutteti (in ordine di fabbisogno idrico: actinidia – meglio conosciuta come “kiwi”- pesco, susino, albicocco).
Sui terrazzi più alti e sui declivi che aumentano la pendenza seguono i vigneti, con una netta prevalenza del vitigno Sangiovese di Romagna e, soprattutto, a Brisighella e Riolo Terme, appezzamenti terrazzati ad olivo (ci troviamo nel cuore del territorio dell’olio di oliva extra vergine a Denominazione di Origine Protetta “Brisighella”).
Continuando a salire incontriamo seminativi e prati pascoli, questi ultimi destinati all’alimentazione di bestiame prevalentemente bovino ed ovino.
I terreni coltivati infine sono contornati da aree boschive naturali o da aree destinate a coltivazioni legnose.
L’insieme di questi elementi naturali ed antropizzati costituisce un mosaico suggestivo con un effetto paesaggistico di straordinario impatto.
Tra gli effetti positivi di questa agricoltura prevalentemente intensiva troviamo, oltre al particolare effetto paesaggistico, la regimazione idraulica superficiale e la manutenzione attenta delle reti scolanti, l’alta qualità ed immagine delle produzioni.
Tra gli effetti negativi possiamo incontrare gli effetti erosivi causati dalle arature e dalle lavorazioni superficiali delle colture arboree.