Il Territorio: Fauna
Per quanto riguarda la fauna vertebrata, sono presenti 210 specie, di cui 47 mammiferi, 112 uccelli, 11 rettili, 12 anfibi e 28 pesci.

Tra i mammiferi sono da citare innanzitutto i pipistrelli, con importanti colonie, nelle grotte, di ferro di cavallo maggiore ed euriale, vespertilio maggiore e di Monticelli, miniottero; interessanti le presenze di altre specie rare, come vespertilio di Bechstein e vepertilio smarginato. In totale, sono note nella Vena del Gesso ben 17 specie.
Recentemente è stata scoperta una piccola popolazione dell’elusivo ed elegante gatto selvatico, grazie ad un progetto di fototrappolaggio condotto dal Parco.
Altre due specie particolarmente legate al microclima mediterraneo della Vena del Gesso sono l’istrice e il topo quercino.

Istrice (Hystrix cristata). Foto I. Fabbri
Gli uccelli presentano molte specie di rapaci diurni e notturni nidificanti, tra cui pecchiaiolo, albanella minore, falco pellegrino e gufo reale.
Interessante la presenza di passero solitario, una sorta di merlo di colore blu e tipicamente mediterraneo, e rondine montana, specie rupicola legata alle montagne dell’Europa meridionale.
La specie di rettili più interessante è il colubro di Riccioli, serpente tipicamente mediterraneo che vive sulle rupi assolate; notevole anche la preenza di numerose testuggini palustri nei laghetti di irrigazione. Tra gli anfibi spiccano geotritone italico (anfibio delle grotte), salamandra pezzata (specie montana che nelle forre della Vena si trova a 50 metri s.l.m.) e il rarissimo ed endemico ululone dal ventre giallo appenninico.
Nei torrenti che solcano la Vena vivono tutte le specie di pesci tipici dei corsi d’acqua appenninici, con interesanti endemismo come lasca e ghiozzo padano.
Tra gli invertebrati si contano migliaia di specie, tra cui alcune di maggiore interesse perché legate alle grotte (come la strana cavalletta dolicopoda e il diafano gamberetto Nyphargus sp.pl.), agli ambienti mediterranei (come la bella Maculinea arion, farfalla i cui bruchi vengono allevati dalle formiche, che le nutrono con foglioline di timo) o alle forre fresche e umide (come l’appariscente falena dell’edera e alcuni carabidi montani del genere Nebria). Interessante la presenza di altri grandi coleotteri, come il cervo volante e il cerambice della quercia e della rarissima libellula Coenagrion mercuriale.

Vespertilio maggiore (Myotis myotis)

Colubro di Riccioli (Coronella girondica)
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